Above the tree & the E-side

"Riot"

La Casa della Grancetta

22 Aprile 2016

Un disco come una rivolta, con tutte le sfaccettature che il termine può racchiudere: necessità, presa di coscienza, operazione culturale, risultato di concatenazioni più o meno logiche di eventi. Above The Tree torna ad affiancarsi all’E-Side, a distanza di quattro anni da “Wild” (e dopo “Cave Man” con la Drum Ensemble Du Beat), e lo fa con un disco che già dal titolo prende posizione: “Riot”. Qui, in sette tracce realizzate in totale autonomia, si declina il concetto di rivolta secondo il duo formato da Marco Bernacchia (Above The Tree) e Matteo Sideri (l’E-Side, già con Ronin e Maria Antonietta), i quali celebrano la loro innata capacità psichedelica portandola a un livello superiore, fondendo il folk con il blues su un tappeto di elettronica tribale, generando un ibrido ipnotico e inaspettato che pesca suggestioni dall’Africa, da Berlino, dal sud degli States. Perché se ogni rivolta che si rispetti è il risultato di un’azione appariscente e manifesta abbinata ad un moto interiore, anche la musica che la vuole rappresentare deve essere il frutto di tecnica e fantasia, di abnegazione, studio e pazienza. Come nel precedente “Wild”, le parole sono centellinate e ovattate, spesso entità da immaginare, mentre la musica ci trasporta nella piazza deserta di un crocevia geografico, in cui emergono oggetti indefiniti che mutano di forma e colore, dove gli elementi si scontrano e creano nuove frontiere da varcare. Il viaggio dura quaranta minuti: un flusso di coscienza che parte come un soffio, con il vento di “Youth” che diventa un vortice creato dalle chitarre di Marco; acquista poi la consistenza delle percussioni protagoniste di “Rainbow Revolution”; si dilata e respira in “Spark”, generando tappeti sonori sempre più stratificati e liberi, mischia il blues alla cassa in quattro (“Wrong Right Side”), sperimenta le derive più tribali e dilatate dell’elettronica in “Aftersquare”, fa risalire il ritmo in “Saggy Balls Team” e poi si distende verso Est, tra suoni sintetici e della natura che si compenetrano tra di loro, nella finale suite di quasi 10 minuti di “Immigrants Ltd”. Sembra quasi che il mondo di Above The Tree & E-Side risponda a leggi diverse, che possiamo provare a decifrare ascolto dopo ascolto. Ci sono tanti fattori che possono rendere speciale un progetto musicale e nel caso dei Nostri uno di questi è la capacità di sovrapporre suggestioni diversissime, mantenendo un impianto sonoro altamente riconoscibile. Matteo e Marco vivono in due città diverse e “Riot” è stato creato, come capita sempre più spesso, a distanza: Matteo ha lavorato sulle basi elettroniche a La Casa della Grancetta, utilizzando Reason – un software audio basato su un interfaccia virtuale analogico modulare – a cui sono stati aggiunti elementi di field recordings, drum machine analogiche e file midi; Marco ha registrato voci e chitarre a casa sua a Verona. In una fase finale tutto il materiale è stato messo insieme da entrambi alla Grancetta a Senigallia, facendo coincidere le idee e arrangiando insieme. Gli unici aiuti esterni al duo sono stati quelli di Michele Lavarda, che ha aggiunto linee di basso nei tre brani “Rainbow Revolution”, “Wrong Right Side” e “Aftersquare” e il lavoro di mastering eseguito da Andrea Suriani. Scelte produttive sfidanti e di estrema indipendenza, come un’altra forma di ribellione: spogliati di tutte le limitazioni, i vestiti ingombranti, le zavorre che tengono basse le mongolfiere, Marco e Matteo hanno voluto lavorare in totale libertà, autoproducendosi e sfruttando La Casa Della Grancetta, luogo ideale dove riflettere, creare e confrontarsi in due, come in una partita a scacchi.