Eraldo Bernocchi, FM Einheit, Jo Quail

"Rosebud"

RareNoise Records

08 Dicembre 2017

Il chitarrista sperimentale, produttore elettronico e sound designer italiano Eraldo Bernocchi ha unito le sue forze con quelle del percussionista e membro originario degli Einstürzende Neubauten FM Einheit e con quelle della violoncellista e compositrice britannica Jo Quail per questa nuova uscita su RareNoise intitolata “Rosebud”, in cui i tre artisti si misurano con un avvincente lavoro di caos organizzato che dà vita a un cupo mix di suoni ambient e distorsioni industrial. “Quello che sempre mi appassiona è il mischiare differenti elementi e osservare cosa viene generato dall’alchemia dei suoni” “spiega Bernocchi. “Quando inizio a lavorare su un nuovo album per me è difficile immaginare risultato preciso. Scelgo delle persone con cui mi piace lavorare, scelgo un’atmosfera e un tipo di suono ed energia e mi ci immergo. E’ come iniziare un viaggio con qualcuno senza aver deciso la destinazione”. Bernocchi ha grande stima dei due empatici compagni di viaggio che ha avuto in Rosebud: “FM Einheit è una delle figure a cui devo il fatto di aver scelto la strada della musica. Il suo lavoro con gli Einstürzende Neubauten mi ha profondamente influenzato quando ho iniziato a sperimentare coi suoni negli anni ’80. E abbiamo già lavorato insieme, per il progetto Black Engine con gli Zu. Jo Quail è una violoncellista inglese di formazione classica con un immenso talento, che è passata dal lavoro orchestrale alla composizione ed esecuzione con un assetto completamente diverso, facendo largo uso di distorsione. Con Jo condivido anche la passione per parecchie band metal! Entrambi questi musicisti hanno portato un grande bagaglio di idee e di sfumature di suono a questo progetto e li ho scelti anche per la loro capacità di cambiare continuamente forma”. Sia il titolo dell’album che la cupa industrial-metal “Xanadu” devono il loro nomi al film di orson Welles del 1941 Citizen Kane (Quarto Potere). Nel film il potente e corrotto magnate dell’editoria Charles Foster Kane pronuncia sul suo letto di morte la misteriosa parola Rosebud (nome di uno slittino molto amato nella sua infanzia). A Bernocchi il momento che stiamo vivendo è parso intriso di richiami al film, a quella concezione del mondo e alla stessa idea di memoria che viene delineate nel capolavoro di Welles. “Il riferimento a Citizen Kane mi sembra ovunque ora: il ruolo dei media, personaggi come Trump e Erdogan, la Brexit. Gli abusi di potere, le fake news, l’ascesa dei populismi. I ricordi che cerchiamo di tenere cari che ci scivolano tra le dita. Sta tutto accadendo in questo momento. Ora mi rendo conto che i miei lavori emotivamente più coinvolgenti sono tutti collegati al tema della memoria. E successo anche in questo caso, in più c’è un grande richiamo all’attualità”. Restando in ambito cinematografico, c’è un brano, “A moment”, in cui Bernocchi impegna la sua chitarra in una serie di passaggi molto morriconiani. “Quando ero un bambino mi innamorai delle colonne sonore di film come “Per un pugno di dollari” e degli altri Spaghetti Western. Ho iniziato a comprare dischi di Morricone da adolescente e questo amore non mi ha mai abbandonato. Lui è un genio ed è stato di enorme influenza non solo dal punto di vista strettamente compositivo ma anche come arrangiatore. E’ riuscito a trovare dei suoni veramente innovativi e a declinarli in uno stile classico e senza tempo. “Kangoo” spicca tra le altre tracce del disco per un maggior groove ed è incentrata sul violoncello di Jo Quaill. “FM ha portato questa sequenza piena di groovee io ho notato questo 6/8 tipico della musica Gnava del Marocco” spiega Bernocchi. Eraldo Bernocchi, che ha fondato RareNoise Records nel 2008 con Giacomo Bruzzo, è anche uno degli artisti più prolifici del catalogo della label londinese, avendo preso parte ai dischi di Obake, Metallic Taste of Blood, Somma e Owls e avendo collaborato con Harold Budd. Alla domanda su quali siano i punti di contatto tra “Rosebud” e altri suoi progetti musicali, Bernocchi ha risposto “Tutta la mia storia musicale è collegata ed è una continua sovrapposizione. Tutto quello che faccio esprime me stesso. Non progetto, non etichetto e non inseriscoin nessuno schema quello che faccio. Osservo il mondo come una sola entità e uso lo stesso approccio nella musica. Tutto può succedere e amo le contraddizioni.” Queste caratteristiche di imprevedibilità e l’amore per i contrasti si esprimono al loro meglio in questo album, il più recente viaggio sonoro del maestro Eraldo Bernocchi.