Bobby Previte

"Rhapsody"

RareNoise Records

23 febbraio 2018

Lo stimato batterista e prolifico compositore Bobby Previte continua la sua opera in tre parti, intitolata TERMINAL; con questo album intitolato RHAPSODY, una raccolta di canzoni dedicate al tema del transito e della migrazione. Con il sottotitolo “Terminals Part II: In Transit”, RHAPSODY è stato realizzato con un sestetto acustico composto dal compositore e chitarrista Nels Cline (membro anche dei Wilco), la arpista Zeena Parkins, il pianista John Medeski, Fabian Rucker al sax alto e la vocalist e suonatrice di hu Jen Shyu. Questo nuovo lavoro che uscirà per Rare Noise il 23 febbraio 2018, segue il precedente lavoro di Previte su questa label intitolato MASS, album caratterizzato dalla presenza di cori, organo e di un trio heavy metal.
Nel 2015 Previte è stato insignito del Greenfield Prize for Music al Hermitage Artist Retreat oltre al quale gli è stato commissionato un nuovo lavoro. Rhapsody ne è il risultato ed è stato presentato la prima volta il 21 aprile 2017 al New College di Sarasota, Florida. “La Greenfield Foundation non solo mi ha commissionato il lavoro ma mi ha dato anche uno spazio all’Hermitage per scriverlo, a 20 passi dalla costa del Golfo del Messico, un posto meraviglioso in cui comporre”
Previte spiega così il concept di questo nuovo capitolo della Trilogia “Come si potrebbe descrivere l’esperienza di essere in transito? Lontani dalla nostra casa, ma non ancora giunti alla nostra destinazione, non siamo in nessun luogo preciso, confinati con totali estranei in uno spazio ridotto e intimo per un periodo di tempo predeterminato, spesso con poche comodità ma allo stesso tempo molto liberi. Viaggiare è essere legati a questi estranei attraverso un atto di fiducia: fiducia nel mezzo di trasporto che deve portarci a destinazione, fiducia nelle persone che lo conducono e, se vogliamo, anche fiducia nelle persone che ci attendono nel luogo in cui dobbiamo giungere.” Continua il nostro “Ho preso spunto anche dalla vicenda di immigrazione della mia famiglia. Mia madre è nata in Sicilia dal momento che a mia nonna, mentre era incinta, fu negato l’ingresso negli Stati Uniti e rimandata indietro nel suo paese di origine. Questo ovviamente è legato anche alle storie di migranti del nostro tempo, a quanti fuggono da situazioni ancora peggiori per vedersi negare poi asilo e accoglienza.”
Questo lavoro molto ambizioso anche perché rappresenta la prima esperienza di Previte come autore di testi “I testi sono decisamente al centro di questo lavoro. Ho composto musica strumentale per tutta la vita e affrontare una composizione che comprenda le parole mi spaventava molto: le parole hanno un significato spesso inequivocabile, sono reale, sono quasi tangibili, non puoi tirarti indietro successivamente, devi averne un pieno controllo.” E’ dunque centrale il ruolo di narratore svolto dalla vocalist Shyu, che si staglia in mezzo ai brillanti assoli di ogni membro del sestetto e Previte ha spiegato che lo stesso scambio tra i musicisti replica le dinamiche che si creano durante il viaggio tra gli esseri umani. E nonostante tre dei musicisti di questo ensemble abbiano grande esperienza di set elettrici – Nels Cline coi Wilco, con The Ring Nebula Project, con The Nels Cline 4 e come Nels Cline Singers; John Medeski con Hudson, MadSkillet e nel trio Medeski, Martin & Wood; Zeena Parkins con Gangster Band, Phantom Orchard, e Zeena and the Adorables — Previte per questo progetto comune ha scelto di lavorare strettamente in acustico. A questi si aggiungono Fabian Rucker – che Previte descrive come il suo preferito tra i giovani sassofonisti nonché vero guru del suono, che ha portato un grande contributo a questo album anche nella produzione, dal momento che è stato lui a mixarlo – e la vocalist Jen Shyu, che con la sua incredibile interpretazione ha completato il lavoro dell’intrepido gruppo.