Cuong Vu 4tet

"Ballet – The music of Michael Gibbs"

RareNoise Records

28 Aprile 2017

Reduce dalla acclamata registrazione in compagnia di Pat Metheny (per l’album pubblicato nel 2016 da Nonesuch Records a titolo Cuong Vu Trio Meets Pat Metheny) e dalla collaborazione del 2014 con il pianista e compositore – nonchè direttore della School of Music dell’Università di Washington – Richard Karpen da cui è nato il tributo a Ellington-Strayhorn “That The Days Go By And Never Come Again” (RareNoiseRecords), il trombettista americano di origini vietnamite Cuong Vu unisce le sue forze con quelle di Bill Frisell per questo “Ballet”, tributo al compositore-arrangiatore Michael Gibbs. Con i consueti compagni di Vu, Luke Bergman al basso e Ted Poor alla batteria, i quattro aprono il disco con la traccia che dà il titolo all’album, “Ballet, un brano che gradualmente si espande prendendo la forma di uno strambo, dissonante valzer-blues, in cui spiccano i brillanti solo di Vu e Frisell. La successiva “Feelings and Things” è un’eterea ballad che mette in luce il lato più delicato di Frisell, mentre Vu si lancia in un incredibile assolo di tromba. Gli oltre 8 minuti di “Blue Comedy”, un pezzo registrato nel 1968 dal Gary Burton Quartet, partono con la sola batteria di Poo, per poi lasciare il campo prima all’intenso unisono di Frisell e Vu, poi ad un momento più swing che la chitarra di Frisell sostiene con il suo tipico fraseggio spezzettato e sorprendenti detour, mentre sul finale di questo elegante numero sono Voo e Poor ad ingaggiare un vivace scambio. “And on the Third Day,” apparso originariamente sul self titled album del 1970 di Gibb, è il brano più drammatico dell’album, passando da un tranquillo e cupo opening ad un turbolento crescendo fatto di assoli di Vu e Frisell. Questa registrazione è stata possibile grazie al desiderio di Bill di portare Mike Gibbs all’Università di Washington e presentare alcuni arrangiamenti della sua musica per orchestra.” dice Vu. “Richard Karpen, Direttore della scuola di musica dell’università, ha dato il suo assenso all’evento, che si è configurato come due notti di musica, una di interpretazioni per orchestra, una principalmente per big band, entrambe di studenti. Il nostro quartetto ha suonato sia insieme all’orchestra durante la prima serata, sia da solo, durante la seconda serata. Questo lavoro discografico nasce dalla registrazione della nostra performance durante la seconda serata.” Continua VU “Si è trattato di un lavoro davvero collettivo e tra pari, abbiamo suonato e ci siamo confrontati con quello che avevamo davanti unendo I nostri stili e estetiche individuali, cercando un linguaggio comune per raggiungere l’obiettivo”.