Minnie’s

"Lettere Scambiate"

To Lose La Track – Ammonia Records / Audioglobe

29 Gennaio 2016

Quanto può cambiare una città in vent’anni? E quanto cambiamo noi, con lei? Sembrano domande semplici ma non lo sono per niente, che bisogna avere l’occhio lungo per guardarsi intorno e per guardarsi dentro. E se ti chiami Minnie’s e vieni da Milano, le tue risposte non possono essere altro che canzoni. Perché i Minnie’s sono legati indissolubilmente alla propria città, sono cresciuti con lei e ne hanno vissuto i cambiamenti, lungo un percorso durato vent’anni fatto di partenze, di ritorni, di centri sociali, di palchi, di note e di luoghi che li hanno visti diventare adulti. E allora eccoli qui, a tre anni dall’ultimo disco, a raccontarsi e a raccontare ancora l’equilibrio instabile di una città nervosa, che oscilla tra la tradizione popolare e il respiro metropolitano, attraverso un percorso fatto di immagini, colori, condivisione di spazi nascosti e bellissimi. Un percorso che si chiama ”Lettere Scambiate”, quattro brani capaci di unire melodia e potenza sonora come forse mai nella loro luminosa carriera, perché i Minnie’s sono una delle band indipendenti più influenti e interessanti degli ultimi vent’anni. Non solo di Milano, ma dell’Italia intera. Un percorso, non la reiterazione di un messaggio, che porta sui tetti del Lorenteggio, a Lambrate, sul selciato delle stradine dietro Porta Genova, in un mondo che nel tempo ha visto sovrapporre i propri protagonisti, dalla Ligera ad Armani, dalle osterie alle starlette. Che ci porta dentro le vite di Luca, Yuri, Viole e Alessandro, con tutte le loro aspirazioni, le debolezze, i loro cuori. “Voglio Scordarmi Di Me” parla esattamente di questo. Perché i Minnie’s cantano di come si diventa, di come ci vuole “metodo e fantasia” per essere lavoratori, musicisti, esseri umani (“Lontano”), di come si possa amare ed odiare insieme, voler scappare ma sapere di non poterne fare a meno. Di come “aveva un senso andare via” (“Per Andare Via”), ma anche di quanto faccia bene imbracciare una chitarra (“E Ora?”), no matter what. Perché “Lettere Scambiate” è un disco(rso) intimo a proposito di situazioni complesse. Per questo è ricco di sfumature, come sfumata è Milano e in generale la vita di chi riesce a sintetizzare il mondo che lo circonda e a renderlo sotto forma di canzoni. E le canzoni dei Minnie’s sono dirette, precise, inspessite nel suono dal lavoro di Antonio “Cooper” Cupertino al San Pedro Studio, ovviamente di Milano. C’è una vecchia canzone popolare, “Porta Romana Bella”, che parla della microcriminalità di fine ‘800, di San Vittore, della parte più verace di Milano, dei canti in osteria. Ad un certo punto dice “ci sono tre parole in fondo al cuore: la gioventù, la mamma e il primo amore. La gioventù passa, la mamma muore e restet cume un pirla col primo amore”. Ecco, i Minnie’s sono anche questo, sono la Milano più sincera. E in questi tre anni ci sono mancati, terribilmente.