News For Lulu

"Circles"

Urtovox / Audioglobe

29 settembre 2014

Prima di ogni evento della vita esiste un attimo in cui l’essere umano si blocca e, non sempre in maniera consapevole, valuta quanto questo accadimento cambierà il proprio percorso. Il fatto è che l’uomo tende ad essere un animale “resistente”, ancorato alla staticità piuttosto che attratto dal cambiamento, vuoi per insicurezza, per paura di quello che non si conosce o forse per un continuo atto di autosabotaggio. Il nuovo disco dei News For Lulu parla di questo e le dodici canzoni che lo compongono sono fotografie di quell’attimo in cui tutto è immobile, prima che succeda qualcosa. Si intitola “Circles”, perché questo processo di resistenza al cambiamento, in cui ci si ritrova dopo molte fatiche di nuovo al punto di partenza, spesso prende le sembianze di un cerchio. All’interno di questo cerchio ci sono le canzoni dei News For Lulu: eleganti e ricercate, ricche di melodia, figlie di un processo di maturazione musicale lungo dieci anni, che omaggiano Harry Nillson (“Into Nowhere”) e il miglior pop sognante dei tardi Settanta alla Fleetwood Mac (“Follow And Run”), che rielaborano la psichedelia come i Band Of Horses di “Cease To Begin” (“Spring Burns”, il bellissimo singolo che ha anticipato l’album) o che partendo dal piano wurlitzer la riempiono di coralità, come in “Grin And Bear It”. E se qualcuno pensa che una canzone pop non possa essere irregolare, ecco “Eagles” a far cambiare idea agli scettici, con una struttura varia e studiata battuta dopo battuta, o una “Say Hello With A Wave” che rimane su binari più lineari e che potrebbe essere una canzone degli Electric Light Orchestra. Ma il ventaglio di sfumature pop che i Lulu sanno estendere è fatto anche di pezzi più tirati come “New Year’s Eve”, di collage sonori (“Rain”), di episodi che si appoggiano su una batteria pulsante, da cui far partire trame vocali e sonore curiosissime (“Your Uniform”). E se alla lezione sui Beatles erano tutti presenti, i cinque pavesi con “Flowers In The Oven” dimostrano di aver apprezzato anche quella sui Roxy Music, per poi ritornare ad un pezzo arrangiato con tagli netti su un mare di percussioni che si slabbrano tra di loro (“Oh no”). Il disco non può terminare che con l’omonima “Circles”, a sottolineare un continuo ritorno. “Circles” è stato registrato e mixato da Ben Brodin (Mynabirds, Bright Eyes), presso gli Another Recording Company Studios di Omaha in Nebraska, e masterizzato a New York dal guru Joe Lambert, uno che si è occupato dei dischi di Animal Collective, The National e Deerhunter, solo per citarne alcuni. E tra gli ospiti troviamo lo stesso Brodin e le incredibili voci di Laura Burhenn (Mynabirds, Postal Service) e Orenda Fink (Azure Ray). Il disco, il cui artwork è stato realizzato dal celebre illustratore americano Robert Beatty, uscirà per Urtovox anche in edizione limitata (500 copie numerate) su vinile 180 grammi. “Circles” non è un concept, è un disco che parla di momenti simili in situazioni diverse, di barriere, di sabotaggi incoscienti ma in fin dei conti volontari, di strade lunghissime che riportano agli stessi checkpoint. Musica solare che si intreccia con testi lunari. Canzoni che per come sono pensate e rese, per come suonano e per quel che trasmettono, rasentano davvero la perfezione. Come un cerchio.