Sunday Morning

"Instant Lovers"

Stonebridge Records / A Buzz Supreme

26 Maggio 2015

Questa è la storia di un ritorno, dopo un arrivederci che sembrava un addio. Una quindicina d’anni fa a Cesena c’era un gruppo parecchio promettente chiamato Sunday Morning, con la provincia romagnola negli occhi e Neil Young nelle orecchie. Erano bravi ed erano parecchio giovani, e mentre suonavano un po’ ovunque dividendo il palco con gente come The National, Karate e Archie Bronson Outfit, facevano uscire il primo disco ufficiale, “Take These Flowers To Your Sister”, nel 2006. Poi, come a volte succede, qualcosa si spezza e il gruppo si ferma, le strade si dividono e prendono direzioni diverse, alcune conosciute come “Do Not Cry For The Country Boy”, “64 Slices Of American Cheese” e “Lemeleagre”, altre lontane come la cucina di un ristorante di Berlino. Per cui “Instant Lovers”, il loro nuovo disco, è un lavoro che racchiude non solo dieci canzoni, non solo Neil Young e la provincia cesenate, racchiude il ritrovarsi dopo anni, (ri)mettendo al centro quell’alchimia che non ha niente di scientifico o di calcolabile, semplicemente c’è. E si sente tutta, sin dalle prime note dell’apripista “Instant Lover” con i suoi echi dei Big Star, o dalla tranquilla eleganza di “Away Away”, una ballata che porta i Sunday Morning in territori più anglosassoni. C’è un’attenzione maniacale per la melodia, e la coralità di chi si conosce da tanto e sa come intrecciarsi al meglio (“Drifting”), anche negli episodi più ritmati, dalla nervosa e pulsante “Johnny” alla incalzante “41:73 Faith (Buffalo)”. Oppure giocando con i falsetti e gli accordi aperti come in “Lost”, o partendo dalla chitarra acustica di “Broken Statues”. E se “Little Darling” è una canzone che potrebbe essere uscita dal periodo d’oro degli Yuppie Flu, la delicatezza iniziale di “Magdalene’s Room” si spinge in un crescendo marziale e costante. E a proposito di delicatezza, “Instant Lovers” si chiude con “Ocean”, dando un tocco magico a quaranta minuti di musica in cui cuore e tecnica si mischiano di continuo, in quella maniera distesa che è tipica del rock, ma anche di quella parte di Romagna in cui i Sunday Morning sono nati e sono vissuti. Perché ogni sfumatura di questo disco, e di quello che ci gira attorno, sembra portare verso una dimensione di distesa consapevolezza, come il riprendere il filo del discorso nella stessa sala prove di qualche anno prima, diventata nel frattempo un piccolo studio di registrazione dove prendersi il tempo per ricalibrarsi, per tirare fuori il meglio e per inciderlo su un Tascam msr 24 a bobina. Perché “Instant Lovers” è un disco che suona, che può avere svariati piani di lettura ma che alla fine si condensano e si riassumono tutti nelle dieci canzoni scritte e suonate da Andrea Cola, Jacopo Casadei, Luca Galassi e Federico Guardigni. Dieci canzoni cresciute tra i colori della campagna cesenate, che seguono i migliori esempi dei maestri americani ma che nascono qui, e a qui appartengono. Come l’uomo della copertina con il copricapo piumato, che sembra un indiano e invece è un motociclista ad un raduno a Cesenatico. Insomma, tra ristoranti di Berlino, bikers della Romagna e ascolti d’oltreoceano, era chiaro che mancasse ancora più di un capitolo, a questa storia dei Sunday Morning. Per cui, bentornati.