Trevisan

"Questa sera non esco"

Fumaio/Wild Honey

03 ottobre 2016

Digitando “songs about youth” su Google la ricerca dà oltre 14 milioni di risultati. Perché la gioventù è un periodo così bello e così complesso che non scriverne sarebbe un crimine. Tutto sembra enorme, fondamentale. Poi si cresce, e magari si realizza che alcune cose su cui avevamo lasciato pezzi sanguinanti di cuore non erano poi così importanti. O forse lo erano, ma non ci hanno comunque portato da nessuna parte. O forse fanno semplicemente parte di un percorso. Prendiamo Trevisan, di Bergamo, quarant’anni da un po’ e venti passati sui palchi d’Italia tra punk, alt rock e folk. Prendiamo Trevisan, che nel 2011 decide di mettersi in gioco da solo, in italiano, cantando della semplicità, dei singoli tasselli che compongono una giornata e che, in fondo, non sono nulla di speciale ma sono la nostra vita. Per arrivare a ”Questa Sera Non Esco”, il suo disco d’esordio, un viaggio minimo al netto di madeleine ed epifanie, un viaggio semplice e per questo tremendamente reale. Come andare al bar, bere qualche calice di troppo, puntare al totocalcio oppure non farlo, scorrere il newsfeed di Facebook, innamorarsi perché almeno è un bel gioco (“Sono Meno”). Come suonare per passare oltre a lei che si sposerà e farà un figlio, sì, ma con un altro (“Il Mio Disco Nuovo”) e che non ha pianto nessuna lacrima quando è arrivato il momento di separarsi (“Zero”). Non disperarti, rendi lieve il dolore mettendolo su un giro di chitarra acustica à la Tallest Man On Earth (“Tredici”). Le radici di Matteo sono genuine ed evidenti, la scuola americana da Bob Dylan a Nick Cave, ma ancora di più Tom Waits che non a caso dà il nome alla penultima delle 9 canzoni del disco. E il cerchio non si chiude qui, passando attraverso idoli come Joe Strummer e Tim Armstrong, reinventando e stravolgendo, dissolvendo “Questa Sera Non Esco” con la cover acustica di “Olympia WA.” dei Rancid. Trevisan sa essere profondo e sa scherzare sulle cose, prendendole con leggerezza anche se fanno male. Ci dice che non è un essere eccezionale, che “la notte vado a lavorare e canto le canzoni che mio padre mi ha fatto amare”, come racconta in Giuliana, che raccoglie tutta la migliore tradizione cantautoriale italiana e la fa esplodere nel più liberatorio dei “lalalala”. L’anima romantica non la perde mai, c’è spazio ovunque per una ballata triste e malinconica per ricordare che nonostante tutto “quando ne avrai voglia ti porterò a ballare” (“Vacanze”) o per far venire voglia a chi ascolta di abbracciarsi e dondolare la testa sulla spalla dell’altro, come nella title track. Ma senza essere mai sdolcinati, che tutto parte dal rock, e al rock ritorna. Oltre a Matteo e alla sua chitarra, dietro alla lavorazione di “Questa Sera Non Esco” c’è un team di tutto rispetto: Alessandro Rossi alle chitarre elettriche (Verbal), Jacopo Moriggi (Hibagon), Sebastiano Ruggeri (Verbal, Pulsar Ensemble) e Marco Sacchitella alle percussioni e Maurizio Bonfanti al basso (Il Garage Ermetico). Alla produzione in studio Riccardo Zamboni (già produttore di Caso e Hibagon e chitarrista del Garage Ermetico) assieme a Maurizio Bonfanti. Citavamo le radici, citavamo l’impianto sonoro, ma l’abilità vera è quella di mettere insieme più ispirazioni e trasformarle in qualcosa di diverso. Trevisan riprende tutto per declinarlo a modo suo, scioglie gli elementi d’oltremanica e d’oltreoceano e li ricompone con la sua penna in una personalità che è, senza ombra di dubbio, quella di un solido cantautore italiano, nelle curve dolci come negli spigoli che ogni canzone nasconde. Perché se a quarant’anni si riescono ad apprezzare maggiormente le piccole cose, saperle descrivere al meglio non è un dono da tutti.