Verano

"Verano"

Garrincha Dischi

24 Maggio 2016

La vita reale si differenzia dalle favole principalmente per un particolare: nella prima non è per nulla scontato che si arrivi al rassicurante e in teoria infinito “e vissero per sempre felici e contenti”. Allora diventa fondamentale avere un piano b, saperne uscire con stile. Perché se non ci si sta attenti è facile cadere male, alla fine. L’ep d’esordio di Verano, moniker dietro cui si cela Anna Viganò, parte da qui, dalla fine. Ma sarebbe riduttivo fermarsi a questo. Perché i cinque brani della ragazza dai capelli rossi già con Intercity e L’Officina della Camomilla sono cinque luminosi episodi che guardano a St. Vincent e ai Beach House, arrivando a coniugare dream pop, elettronica e cantautorato in un mix delicato e al tempo stesso profondissimo, fatto di infiniti particolari, di strati e strati sonori, di chitarre, beats e sintetizzatori. Così la voce di Anna può soffermarsi nel raccontare di come un distacco, per quanto complicato, possa diventare una liberazione (“Nevada”), o ancora di più una sofferta necessità, come in “Non Esisti Mai”. Può dipingere la città che l’ha adottata facendola scorrere veloce, fumosa e definita solo in alcuni piccoli dettagli (“Cielo Su Milano”) oppure di come le cose, a volte, si possano consumare lentamente (“Vivere Di Noia Basterà”), cantata insieme a Pietro Paletti, che ha anche prodotto il disco. Infine il paradosso della coppia più perfetta e idealizzata della storia del ballo, quei “Ginger e Fred” che interruppero il loro straordinario sodalizio artistico perché appena fuori dal cono dei riflettori erano arrivati a detestarsi, senza mezze misure. Questo è “Verano”, l’inizio di una nuova pagina per Anna Viganò (marchiata da Garrincha Dischi), che in questo esordio si farà accompagnare dal vivo da Riccardo Della Casa (Wemen), Gaetano Polignano e Ilaria Baia Curioni (entrambi già con L’Officina della Camomilla). Una nuova pagina intrisa di vita vera, e che ha tutto per essere bella come una favola dal lieto fine.